La CarboMare di Fausto Ferrante: quando il mare incontra la Carbonara
Il mare che si fa cremoso, come una vera carbonara.
Se la Carbonara è la regina indiscussa della cucina romana, capace di raccontare in un solo boccone storia, identità e gusto, esiste chi ha saputo reinterpretarne lo spirito con rispetto e creatività. È il caso di Fausto Ferrante che, insieme a Michela Parisi, firma questa CarboMare, un omaggio al Mediterraneo, alle sue meraviglie e perchè no, anche alla Ciociaria, grazie alla crema di pecorino di Loreto Pacitti di Casa Lawrence
La CarboMare di Fausto Ferrante: quando il mare incontra la Carbonara
Non è una moda. Non è un azzardo. È amore per il mare e rispetto per la tradizione.
Nel mondo delle rivisitazioni, c’è chi si limita a stupire e chi, come Fausto Ferrante, sceglie di raccontare. La sua CarboMare non è semplicemente un piatto, ma un ponte tra due universi: quello della cucina romana più autentica e quello del Mediterraneo più sincero. Due mondi che si osservano, si rispettano e, finalmente, si abbracciano.
Perché la Carbonara, quella vera, ha un’anima. E il mare, quello vero, sa come conquistarla.
Con la complicità di Michela Parisi, Ferrante prende il guanciale, lo accarezza con lo sguardo e lo lascia riposare, per dare spazio a un protagonista che arriva direttamente dal blu profondo: la ricciola, in filetto o ventresca, succosa e carnosa. Il resto lo fanno i datterini arancioni, dolci come un tramonto sulla costa, e quel pecorino che rimane lì, a ricordarci da dove siamo partiti.
La cremosità? Non arriva da un uovo strapazzato o da strani virtuosismi. Arriva dal mare, dal brodo di pesce che si lega agli ingredienti con delicatezza, e dal pecorino che sigilla ogni boccone con il suo carattere deciso.
Il risultato? Un primo piatto che è una carezza salata, un viaggio tra i sapori della costa e le certezze della cucina romana. Un equilibrio che non delude, ma sorprende, lasciando che ogni forchettata racconti la storia di chi ama innovare senza mai tradire.
E allora, se la carbonara è regina, oggi il mare le offre la sua corona.
La CarboMare: l’idea geniale di Fausto Ferrante
In un’epoca in cui molti si spingono oltre il confine della creatività pur di stupire, Fausto Ferrante sceglie la via più elegante: quella della coerenza. La sua CarboMare non stravolge, accompagna. Non cancella, valorizza. Così la tradizione incontra il mare senza perdere identità, ma guadagnando profumo, leggerezza e freschezza.
Un piatto che parla di noi
Mediterraneo, Lazio, tradizione, innovazione. Tutto in un solo piatto, pronto a conquistare chi ama i sapori sinceri e i gesti pensati. La CarboMare è già un classico per chi sogna una carbonara che sappia di onde e sale.

La CarboMare di Fausto Ferrante: il mare si veste di tradizione
Ingredienti
- 360 g di spaghettoni
- 320 g di ventresca o filetto di ricciola
- 200 g di datterino arancione
- 400 g di brodo di pesce*
- 40 g di vino bianco secco
- 100 g di pecorino grattugiato
- 40 g di prezzemolo fresco
- Crema di pecorino di Picinisco Loreto Pacitti, facoltativa ma consigliata
- Olio extravergine d’oliva “Cultivar Itrana”
- 1 spicchio d’aglio
- Sale
- Pepe nero in grani
Istruzioni
- In una padella capiente, scaldare un filo d’olio evo con lo spicchio d’aglio. Unire la ricciola tagliata a cubetti, sfumare con il vino bianco e lasciare evaporare.
- Aggiungere i datterini arancioni tagliati a pezzetti e cuocere qualche minuto. Durante la cottura, i datterini rilasciano la loro polpa che, unendosi al fondo di cottura, crea una cremosità naturale. È proprio questa consistenza, insieme al pecorino, a richiamare il carattere tipico della carbonara, senza l’utilizzo dell’uovo.
- Bagnare il fondo con il brodo di pesce e lasciarlo ridurre delicatamente fino a ottenere un condimento ben legato e ricco di sapore.
- Portare a ebollizione abbondante acqua salata, calare gli spaghettoni e scolarli molto al dente.
- Trasferire la pasta in padella con il fondo di cottura e completare la cottura mantecando. Durante la mantecatura, unire il pecorino grattugiato e una piccola quantità di crema di pecorino di Picinisco Loreto Pacitti, lasciando che si sciolga e si leghi perfettamente al condimento.
- A fuoco spento, completare con pepe macinato grossolanamente e un filo d’olio evo.
- Servire subito.
Note
Per un brodo leggero e aromatico, far bollire per circa 20-25 minuti le lische e le teste di pesce con sedano, cipolla e carota. Filtrare bene prima dell’utilizzo.






