Limone fermentato: la ricetta di Giorgio Alessio Bracaglia
Il limone fermentato è una di quelle preparazioni che cambiano il modo di usare un ingrediente semplice. Giorgio Alessio Bracaglia lo lavora con acqua, sale e tempo, trasformando il limone in una base aromatica intensa, acida, sapida e sorprendente.
Alla Locanda del Certosino di Collepardo, questa tecnica diventa parte di una cucina curiosa e contemporanea, capace di partire da un gesto antico per costruire nuove possibilità. La buccia può essere tritata, pestata o montata nel burro; il limone può essere essiccato e ridotto in polvere; il liquido di fermentazione diventa una base preziosa per vinaigrette e salse.
È una ricetta tecnica, ma accessibile, ideale per chi vuole dare profondità ai propri piatti senza appesantirli. Bastano limoni non trattati, sale, acqua e pazienza: il resto lo fa la fermentazione.
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Limone fermentato

Limone fermentato
Ingredienti
- Limoni non trattati meglio se con scorza sottile
- Acqua
- Sale non iodato
Istruzioni
- Percentuale di sale
- La salamoia deve essere preparata al 5%.
- Per 1 litro di acqua servono 50 g di sale non iodato.
- Preparazione
- Lavate bene i limoni.
- Tagliateli a metà oppure a croce. Il taglio accelera la fermentazione, ma favorisce anche una maggiore estrazione della parte amara.
- Sistemate i limoni in un barattolo sterilizzato, pressandoli bene.
- Coprite completamente con la salamoia. Tutti i limoni devono restare sommersi, senza parti esposte all’aria. Per mantenerli sotto il livello del liquido potete usare un peso da fermentazione o una piccola griglia.
- Chiudete ermeticamente il barattolo.
- Fermentazione
- La temperatura ideale è tra 18 e 22 °C.
- Dopo circa 7 giorni inizia l’acidificazione. Aprite il barattolo con attenzione per far uscire il gas, poi richiudetelo. Ripetete questa operazione una volta a settimana.
- I limoni fermentati sono pronti dopo 3 o 4 settimane. Con una fermentazione più lunga, da 1 a 3 mesi, il gusto diventa più complesso e profondo.






