Qi Gong
Il Qi Gong e l’arte di armonizzare le emozioni
Viviamo in un tempo in cui siamo continuamente sollecitati da impegni, relazioni, responsabilità, cambiamenti e stimoli, che richiedono quotidianamente una risposta veloce.
In questo movimento caotico può diventare difficile, se non impossibile, ascoltare ciò che accade dentro di noi. È proprio in questo spazio, tra ciò che proviamo e il modo in cui reagiamo, che il Qi Gong può assumere un valore importante, aiutandoci attraverso il respiro, il movimento consapevole e l’ascolto del corpo a riconoscere ciò che sta accadendo dentro di noi.
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Le emozioni arrivano, il corpo si oppone, la mente interpreta e, prima ancora di rendercene conto, ci troviamo a reagire.
Eppure, per quanto intense, le emozioni non sono necessariamente qualcosa da combattere: la paura ci protegge, la rabbia ci segnala che un confine è stato superato, la tristezza ci accompagna nell’esperienza della perdita, la preoccupazione ci spinge a prenderci cura di ciò che riteniamo importante, la gioia ci apre alla relazione e alla vita.
Il problema nasce quando perdiamo la capacità di stare in relazione con ciò che proviamo e l’emozione diventa automaticamente una reazione difficile da gestire.
La disciplina del Qi Gong può offrire uno spazio di ascolto e di trasformazione.
L’antica pratica cinese mira a coltivare l’energia vitale (Qi) e a ristabilire l’equilibrio, agendo non solo sul lato fisico e mentale, ma anche sul lato emozionale.
Basandosi sulla Medicina Tradizionale Cinese, secondo cui esiste una relazione tra gli organi e le emozioni e a ciascun organo viene associata una specifica dimensione emotiva, il Qi Gong ci offre la possibilità di prenderci cura di noi stessi nel modo più completo possibile.
Quando proviamo uno stato d’animo, non accade qualcosa soltanto a livello mentale, ma anche a livello fisico: la paura può modificare il respiro e aumentare la tensione muscolare, la rabbia può portare a stringere la mandibola, alzare le spalle, irrigidire i trapezi, la tristezza a chiudere il petto.
Praticando con costanza la disciplina, con il movimento lento e consapevole, ogni esercizio ci invita ad occuparci del nostro sentire, ci rasserena e ci aiuta ad accorgerci di ciò che normalmente accade in modo automatico. Il nostro obiettivo non è quello di controllare la sensazione, ma di imparare a riconoscerla e, in ultimo, ad equilibrarla.
Quando una persona ci dice qualcosa che ci ferisce, il corpo si tende, il respiro cambia, la mente costruisce pensieri di difesa o di attacco e nasce l’impulso a reagire, a volte in modo anche violento.
Il Qi Gong introduce uno spazio di riflessione attraverso la cura della nostra interiorità. Ciò non significa che rimarremo impassibili di fronte alle offese o alle provocazioni, ma che, avendo una diversa visuale e alleggerendo la tensione, potremo scegliere di agire in tranquillità e in modo assertivo.
Questa è una forma di libertà interiore.
Abbiamo adottato schemi corporei automatici, abitudini posturali, reazioni apprese e processi che normalmente avvengono al di fuori della nostra attenzione cosciente.
Portare l’attenzione a questi fenomeni nel momento in cui appaiono può permetterci di incontrare una parte dell’evento che normalmente rimane sullo sfondo e di riappropriarci di una maggiore consapevolezza.
I risvolti profondi e curativi del Qi Gong lo rendono una pratica utilissima da coltivare ai nostri tempi, in grado di trasformare il nostro viaggio in un cammino verso una maggiore presenza e un benessere più completo, per migliorare la nostra vita e quella degli altri.






