Il valore del tempo nella vita
Il valore del tempo nella vita: 86.400 secondi da non sprecare
Cari lettori,
se questa notte, mentre dormivate, una banca avesse accreditato 86.400 euro sul vostro conto corrente, sono convinto che domattina correreste subito a controllare il saldo.
Ma c’è una condizione. Ogni sera, allo scoccare della mezzanotte, quella banca cancella tutto ciò che non avete utilizzato. Nemmeno un euro può essere conservato. Nemmeno un euro può essere trasferito al giorno successivo. Nemmeno un euro può essere recuperato. Quello che non avete investito è perso per sempre.
Domani mattina, però, la banca vi accrediterà di nuovo altri 86.400 euro. Sono sicuro di una cosa: nessuno di noi lascerebbe inutilizzata nemmeno una parte di quella somma.
Eppure quella banca esiste davvero. Solo che non distribuisce denaro. Distribuisce 86.400 secondi.
Ogni mattina li accredita a ciascuno di noi. Ogni notte azzera il conto. Quello che non abbiamo vissuto, quello che abbiamo rimandato, quello che abbiamo sprecato non torna più.
Il giorno dopo riceviamo un nuovo accredito, ma non potremo mai recuperare il saldo del giorno precedente. Ed è forse questa la forma più democratica di ricchezza che esista.
La vita non è uguale per tutti. Il denaro non è uguale per tutti. Le opportunità non sono uguali per tutti. Il tempo, invece, continua a esserlo.
Ogni mattina riceviamo esattamente la stessa quantità. La differenza non la fanno i secondi. La fanno le scelte.
C’è chi li lascia scivolare via senza accorgersene. Chi li consuma inseguendo obiettivi che non gli appartengono. E chi, invece, decide di investirli: in un’idea, in un libro, in un viaggio, in una passeggiata, in una persona, in un progetto, in un gesto di gentilezza. In tutto ciò che, un giorno, guardandosi indietro, gli farà dire: «Ne è valsa la pena».
Viviamo in un tempo in cui sembra che quasi tutto possa essere comprato. Il tempo no. Può solo essere vissuto.
Agosto, forse più di ogni altro mese, ci offre la possibilità di accorgercene. Le giornate sembrano rallentare e, proprio quando rallentano, ci rendiamo conto di quanto, durante il resto dell’anno, abbiamo corso senza guardare davvero dove stavamo andando.
Domani mattina quella banca tornerà ad accreditarci altri 86.400 secondi. La vera domanda non è quanti ne riceveremo. È se questa sera potremo dire di aver trasformato almeno una parte di quel patrimonio in qualcosa che resterà davvero con noi.






