Grani antichi: dal campo al pane, una storia di territorio

Dal Senatore Cappelli al Gentil Rosso, Giuseppe Varone racconta la sua scelta di lavorare con grani antichi coltivati vicino al Forno Casamadre. Un viaggio tra pane artigianale, frise integrali e sapori del territorio.
Grani antichi: dal campo al pane, una storia di territorio

Grani antichi

Grani antichi: dal campo al pane, una storia di territorio

Negli ultimi anni si sente parlare sempre più spesso di “grani antichi”, un’espressione che richiama un mondo agricolo fatto di varietà locali e coltivazioni meno standardizzate.

Ma che cosa sono davvero i grani antichi? Perché alcune varietà sono diventate rare? E soprattutto, che cosa cambia quando decidiamo di riportarle nel nostro pane?

Grani antichi e grani moderni

Le varietà di frumento sono cambiate nel corso del tempo perché sono cambiate anche le esigenze dell’agricoltura e della panificazione. La selezione moderna ha privilegiato, tra le altre cose, produttività, adattabilità, resistenza alle malattie, regolarità delle coltivazioni e caratteristiche tecnologiche utili alla trasformazione industriale.

Le varietà che oggi vengono comunemente definite “grani antichi” sono invece varietà storiche, selezionate e coltivate prima della grande diffusione delle moderne varietà di frumento. Molte sono caratterizzate da piante più alte, rese inferiori e caratteristiche diverse rispetto ai frumenti moderni, e alcune hanno rischiato di andare perdute.

Senatore Cappelli e Gentil Rosso

Nel mio laboratorio ho scelto di lavorare proprio in questa direzione.

Utilizzo grano duro Senatore Cappelli e grano tenero Gentil Rosso, entrambi coltivati con metodo biologico a pochi chilometri dal forno.

Due varietà diverse, due prodotti diversi, ma accomunati dalla stessa idea: cercare di avvicinare il più possibile campo, laboratorio e tavola.

Con il Senatore Cappelli realizziamo un pane 100% semola.

Il Senatore Cappelli è una varietà che non punta sulla forza e sulla grande alveolatura. Nel nostro pane questa caratteristica si traduce in una mollica più fitta e compatta, una crosta sottile e friabile e una consistenza morbida al morso. È un pane diverso da quello che siamo abituati a riconoscere come “ben alveolato”, ma proprio per questo permette di riscoprire un’altra idea di pane. Al naso arrivano profumi che ricordano la mandorla e la nocciola tostata. La crosta è sottile e friabile e al morso la consistenza è morbida e delicata, quasi quella di un pan di Spagna. In chiusura rimane una piacevole nota vegetale, che rende il gusto riconoscibile e persistente.

Con il Gentil Rosso realizziamo invece frise 100% Gentil Rosso integrale.

Sono sottili, leggere e particolarmente croccanti. Anche qui la struttura racconta il cereale utilizzato, ma attraverso una consistenza completamente diversa.

Il profumo ricorda il cereale tostato e al palato emerge una delicata sfumatura mielata, una nota dolce e piacevole che rimane a lungo.

Conoscere i grani significa anche imparare a conoscere il territorio.

E quando un cereale coltivato a pochi chilometri diventa pane sulla nostra tavola, la filiera corta smette di essere uno slogan e diventa qualcosa che possiamo davvero assaggiare.

Scopri cosa bolle oggi sul nostro portale!
Dalle cucine ai borghi, ogni giorno nuove storie da assaporare.








Consigliati per te...

Iscriviti alla nostra Newsletter e Ricevi i Coupon delle nostre aziende