Confluenze 2026, AIS Lazio celebra i grandi vini della Toscana

Confluenze 2026, organizzato da AIS Lazio a Roma, ha riunito 27 cantine della Val di Cornia e della Val d'Orcia. Ciociaria & Cucina racconta una giornata di grandi degustazioni, incontri con produttori e sommelier e nuove prospettive editoriali tra Italia e Brasile.
Confluenze 2026, AIS Lazio celebra i grandi vini della Toscana

Confluenze 2026 AIS Lazio

Confluenze 2026, AIS Lazio celebra i grandi vini della Toscana

Da Roma uno sguardo verso il Brasile

Val di Cornia e Val d’Orcia protagoniste di una giornata di degustazioni, incontri e cultura enologica. Ciociaria & Cucina presente come stampa, tra grandi produttori, eccellenze da raccontare e un nuovo progetto internazionale che guarda al 2027.

Un ringraziamento ad AIS Lazio per una giornata di grande valore

Desidero innanzitutto esprimere un sincero ringraziamento ad AIS Lazio e alla Delegazione di Roma per aver invitato Ciociaria & Cucina a partecipare come stampa a Confluenze 2026, l’appuntamento che domenica 18 ottobre, all’A.Roma Lifestyle Hotel, ha inaugurato il nuovo anno sociale dell’Associazione Italiana Sommelier del Lazio.

Un invito che abbiamo accolto con grande piacere e che ci ha permesso di vivere un’esperienza di notevole interesse, incontrando alcuni dei protagonisti della viticoltura toscana e approfondendo la conoscenza di due territori straordinari: la Val di Cornia e la Val d’Orcia.

La prima considerazione che desidero condividere riguarda proprio l’eccellente selezione delle cantine compiuta da AIS Lazio. Riunire aziende con storie, dimensioni e filosofie produttive differenti, mantenendo un livello qualitativo così elevato, significa offrire al pubblico una rappresentazione autorevole della ricchezza enologica di questi territori.

Ho trovato vini di grande personalità, produttori disponibili al confronto e una preparazione diffusa che ha reso ogni degustazione un’occasione di conoscenza.

Per chi, come me, da dieci anni racconta attraverso Ciociaria & Cucina le eccellenze enogastronomiche, queste manifestazioni rappresentano un’opportunità preziosa. Permettono di conoscere direttamente le aziende, ascoltare le persone che lavorano dietro ogni etichetta e comprendere quanto impegno sia necessario per raggiungere determinati risultati.

A rendere ancora più interessante la giornata è stata la possibilità di osservare il mondo del vino italiano anche attraverso lo sguardo dei nostri interlocutori brasiliani, con i quali stiamo costruendo nuove relazioni in vista di un importante progetto editoriale internazionale.

 

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Confluenze 2026 AIS Lazio

Confluenze, due territori toscani e una straordinaria cultura del vino

La scelta di mettere a confronto Val di Cornia e Val d’Orcia si è rivelata particolarmente interessante.

La Val di Cornia, vicina alla costa tirrenica, racconta una Toscana nella quale l’influenza del Mediterraneo incontra una viticoltura dinamica, capace di valorizzare varietà tradizionali e vitigni internazionali attraverso interpretazioni di grande interesse.

La Val d’Orcia, con le sue colline e i paesaggi riconosciuti in tutto il mondo, esprime invece una tradizione profondamente legata al Sangiovese, protagonista di vini nei quali territorio, ricerca e identità produttiva trovano espressioni differenti.

Ai banchi d’assaggio, aperti nel pomeriggio, il pubblico ha potuto confrontarsi direttamente con i produttori, conoscere le caratteristiche delle varie etichette e apprezzare le peculiarità di due areali che rappresentano altrettante espressioni della Toscana vitivinicola.

La manifestazione ha proposto anche due masterclass di approfondimento: quella dedicata alla Val di Cornia, condotta da Alessandro Brizi, e quella sulla DOC Orcia, guidata da Angelo Petracci.

Particolarmente significativo anche il momento della consegna dei diplomi ai nuovi sommelier AIS, a testimonianza dell’importanza che l’associazione attribuisce alla formazione e alla diffusione della cultura del vino.

È proprio questo uno dei valori che ho maggiormente apprezzato: la capacità di avvicinare il pubblico a un mondo complesso e affascinante attraverso la competenza, la divulgazione e il contatto diretto con chi produce.

Le cantine protagoniste: una selezione di altissimo livello

Il vero patrimonio di Confluenze è stato rappresentato dalle aziende presenti, protagoniste di un percorso di degustazione che ha restituito la varietà e la qualità della produzione enologica dei due territori.

Capitoni, Sassodisole, Podere Forte, Fabbrica Pienza, Bagnaia, Poggio Grande, Tenuta Sanoner, La Nascosta, Olivi Le Buche, Campotondo, Bulichella, Gualdo del Re, Il Falcone, Tua Rita, La Fralluca, Petricci e Del Pianta, Rigoli, Tenuta La Batistina, Famiglia Quartoni, Petra, Casadei, Terradonnà, La Sugheraia, Poggio Banzi, Macchion dei Lupi e Il Bruscello.

Realtà differenti, accomunate dalla volontà di esprimere attraverso il vino il carattere della propria terra.

Tra aziende conosciute anche a livello internazionale e piccole produzioni familiari, ho riscontrato una qualità complessiva che merita di essere sottolineata. Ogni incontro ha aggiunto qualcosa alla nostra conoscenza, offrendo spunti che potranno trasformarsi in nuove storie da raccontare sulle pagine del magazine.

Il merito di AIS Lazio è stato anche quello di dare spazio a questa diversità, costruendo una manifestazione nella quale ciascuna azienda ha potuto presentare la propria identità, le proprie scelte e il risultato del lavoro svolto in vigna e in cantina.

Desidero quindi rivolgere un apprezzamento sincero a tutti i produttori presenti. Il livello delle degustazioni è stato davvero elevato e scegliere di raccontare due etichette in particolare risponde esclusivamente a una questione di gusto personale, condiviso dai nostri interlocutori brasiliani.

Dalla Ciociaria al Brasile, il prossimo capitolo del nostro percorso editoriale

Quest’anno Ciociaria & Cucina celebra dieci anni di attività. Dieci anni dedicati a raccontare aziende, produttori, chef, ristoratori, artigiani e territori, cercando di valorizzare soprattutto le persone che contribuiscono a rendere straordinario il patrimonio enogastronomico italiano.

Oggi questa esperienza ci accompagna verso una nuova sfida editoriale che prenderà forma nel 2027, con l’obiettivo di costruire un ponte culturale ed enogastronomico tra Italia e Brasile, e viceversa.

Un percorso che sto sviluppando insieme ad Adriana, presenza fondamentale per la conoscenza del mondo brasiliano e per le relazioni che potranno avvicinare ulteriormente i nostri due Paesi.

Confluenze ci ha offerto un’ulteriore conferma di quanto il vino italiano possa suscitare curiosità e interesse anche oltre i confini nazionali, soprattutto quando viene raccontato attraverso le persone e i territori da cui nasce.

Di questo nuovo progetto avremo presto occasione di parlare. Intanto continuiamo a conoscere, incontrare e raccogliere storie che meritano di raggiungere un pubblico sempre più ampio.

Due vini che ci hanno particolarmente colpito

Tra i tanti assaggi di qualità, desidero soffermarmi su due etichette che hanno incontrato in modo particolare il mio gusto e quello dei nostri interlocutori brasiliani. Una scelta assolutamente personale, all’interno di una proposta enologica di livello davvero eccellente.

Eva di Tenuta Casadei, un rosato di grande eleganza

Eva 2025, Toscana IGT di Tenuta Casadei, nasce dall’incontro tra Syrah e Vermentino. Un rosato fresco, elegante e originale, con profumi di piccoli frutti rossi, agrumi e delicate sfumature floreali. Al palato conquista per equilibrio, piacevolezza e versatilità.

Altrettanto interessante è stato l’incontro con la referente commerciale dell’azienda, che segue anche il Lazio e la Sardegna. Ci ha dedicato tempo e attenzione, raccontandoci con competenza la filosofia della famiglia Casadei, le scelte produttive e il progetto BioIntegrale che caratterizza il lavoro delle sue tenute.

Una disponibilità che abbiamo apprezzato particolarmente e che ci ha incuriosito al punto da programmare una visita direttamente in azienda, a Suvereto. Sarà l’occasione per conoscere da vicino i vigneti, le persone e una realtà produttiva che merita certamente di essere approfondita.

Bagnaia, il Miraggio Rosso che lascia il segno

Miraggio Rosso, Orcia Sangiovese DOC dell’Azienda Agricola Bagnaia, è stato un altro assaggio capace di sorprendermi particolarmente.

Un Sangiovese di grande personalità, elegante e strutturato, espressione di una realtà familiare di San Quirico d’Orcia che ha scelto di valorizzare la qualità attraverso una produzione dalle dimensioni contenute.

Mi ha colpito soprattutto la filosofia dell’azienda, con una superficie vitata di circa sei ettari e un’attenzione particolare alle scelte produttive. Un vino che lascia un ricordo importante, per la sua profondità e per il carattere che riesce a esprimere.

A rendere ancora più piacevole questa degustazione è stato l’incontro con Massimiliano Angeletti, sommelier AIS Lazio, che ho apprezzato per l’elevata professionalità, la preparazione e la naturalezza con cui ha saputo accompagnare il racconto del vino.

La sua capacità di comunicare con chiarezza e competenza è un esempio concreto del valore della formazione AIS. Con Massimiliano ho avuto anche il piacere di condividere la fotografia che accompagna questo articolo, con la bottiglia di Miraggio Rosso tra le mani.

Un incontro che ricorderò volentieri e che rappresenta uno dei tanti momenti positivi di questa esperienza.

Una giornata che merita di essere ricordata

Torno da Confluenze con il ricordo di grandi vini, incontri interessanti e nuove conoscenze che potranno trasformarsi in altrettante occasioni di approfondimento editoriale.

Ma soprattutto porto con me la conferma di quanto sia importante il lavoro svolto da associazioni come AIS Lazio per promuovere la cultura del vino, valorizzare i produttori e avvicinare pubblici differenti a un patrimonio che rappresenta una delle grandi eccellenze italiane.

Un ultimo, sincero ringraziamento ad AIS Lazio, alla Delegazione di Roma, a tutte le cantine presenti e ai sommelier che hanno contribuito alla riuscita di Confluenze 2026.

Per Ciociaria & Cucina è stata un’esperienza preziosa, che ci accompagnerà anche nei nuovi percorsi editoriali che stiamo preparando.

Confluenze 2026
Confluenze 2026

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