Ætheria assenzio italiano a Pontarlier: oro e argento

Ætheria conquista Pontarlier con l’oro della Verte e l’argento della Blanche. Il racconto di una scoperta iniziata a Foligno con Pierluigi Coppola e diventata un successo internazionale.
Ætheria assenzio italiano a Pontarlier: oro e argento

Ætheria assenzio italiano Pontarlier

Ætheria assenzio italiano a Pontarlier: oro e argento

Ætheria Verte sale sul gradino più alto del podio alle Absinthiades di Pontarlier. Ætheria Blanche conquista l’argento. Due medaglie nel luogo che più di ogni altro rappresenta la storia e la cultura mondiale dell’assenzio. E dietro questo risultato italiano ci sono anni di studio, ostinazione artigiana e il sogno di Pierluigi Coppola insieme alla C&E Italian Distillery di Camerino.

Quando una storia la incontri prima che arrivi il successo, raccontarla dopo ha un sapore diverso.

 

 

A me è accaduto con Pierluigi Coppola e il suo Ætheria.

Il 5 giugno, quel mondo per me era ancora quasi tutto da scoprire.

L’invito di Pierluigi mi aveva incuriosito al punto che sono partito da Frosinone per raggiungere Foligno, con il piacere di chi sa che sta andando incontro a qualcosa di nuovo e con quella curiosità che, almeno per me, resta sempre il modo migliore per conoscere davvero un prodotto, una persona, una storia.

La serata aveva un titolo che già da solo apriva un immaginario preciso: “La Fata Verde: la verità sull’Assenzio. Tra Arte, Storia e Alchimia”.

Pierluigi Coppola raccontava una bevanda che per oltre un secolo si è portata dietro miti, divieti, artisti, poeti e parecchi luoghi comuni.

Poi sono arrivati i bicchieri.

Ætheria Verte e Ætheria Blanche.

Ed è lì che ho scoperto davvero questo mondo.

Dell’assenzio conosciamo spesso l’immagine: Parigi, la bohème, Van Gogh, gli artisti di fine Ottocento, il verde intenso, rituali più o meno autentici.

Molto meno conosciamo ciò che c’è dietro un assenzio fatto seriamente: botanica, distillazione, ricerca, equilibrio aromatico e cultura.

Pierluigi Coppola questo mondo lo studia da anni.

Ed è probabilmente proprio questo che mi colpì quella sera.

Dietro il racconto non sentivo soltanto l’entusiasmo di chi presenta un prodotto. Sentivo lo studio, la pazienza, la voglia di andare a fondo. Sentivo quella forma di artigianalità che nasce prima nella testa e poi arriva nella bottiglia.

Ætheria nasce dall’incontro tra la ricerca di Pierluigi e la capacità artigianale della C&E Italian Distillery di Camerino.

Prima di arrivare al risultato finale ci sono stati anni di studio, viaggi nei luoghi storici dell’assenzio, confronti con produttori e appassionati, micro-distillazioni, prove, correzioni.

Ed è qui che il progetto acquista per me il suo valore più interessante.

In un mercato che spesso cerca velocità, qui troviamo persone che hanno deciso di fermarsi, capire e rispettare ciò che stavano costruendo.

Quella che Pierluigi chiama “resistenza artigiana” nasce proprio da questo approccio.

Alla base di Ætheria c’è naturalmente l’Artemisia absinthium, insieme ad anice verde, finocchio dolce e altre botaniche selezionate.

Poi arriva una presenza capace di legare immediatamente il distillato al territorio: la Mela Rosa dei Monti Sibillini.

Ed è qui che Ætheria comincia ad avere una sua voce precisa.

La Ætheria Verte 68%, prodotta nell’Annata 2026 in appena 150 bottiglie, porta con sé la tradizione degli assenzi verdi, con colorazione naturale ottenuta attraverso botaniche utilizzate dopo la distillazione.

La Ætheria Blanche 60%, realizzata in sole 100 bottiglie, guarda invece alla tradizione svizzera degli assenzi bianchi: cristallina, elegante, essenziale.

Due interpretazioni differenti della stessa idea.

Anche il modo di berlo racconta molto.

L’acqua fredda viene versata lentamente nel bicchiere e il distillato comincia a trasformarsi, diventando progressivamente opalescente.

È il famoso louche.

Un gesto semplice, quasi ipnotico, che permette alle botaniche di aprirsi e rende l’assenzio più leggibile al naso e al palato.

Per capire davvero questo distillato bisognerebbe partire proprio da qui, lasciando da parte certe immagini spettacolari che nel tempo hanno finito per confondere la sua vera cultura.

Pierluigi Coppola e il progetto Ætheria hanno poi cercato il confronto direttamente nei territori che hanno scritto la storia dell’assenzio.

Sono arrivati nella Val-de-Travers, in Svizzera, terra simbolo della produzione clandestina durante gli anni del proibizionismo.

L’immagine di Ætheria bevuto con l’acqua ghiacciata di una delle storiche fontane della valle racconta forse meglio di tante parole il senso di questa ricerca.

Poi il viaggio è continuato fino a Pontarlier.

Ed è lì che Ætheria è arrivata sul podio più importante.

Oro per la Verte. Argento per la Blanche.

Un riconoscimento che porta un piccolo progetto artigianale italiano a confrontarsi con una tradizione internazionale antichissima.

E qui il pensiero torna inevitabilmente a quel 5 giugno.

A quella partenza da Frosinone.

A Foligno.

A quei due bicchieri che allora rappresentavano per me soprattutto una scoperta.

Pochi mesi dopo, quegli stessi assenzi sono saliti sul podio internazionale della Fata Verde.

Ed è forse questa la parte più bella da raccontare.

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