nuove pizze al tartufo da Luppolo & Farina
Nuove pizze al tartufo da Luppolo & Farina: le novità di Simone Taglienti
Da Luppolo & Farina entrano in menu Rinascimento umbro, La Pregiata e Mare e Monti. Tre interpretazioni diverse, unite dalla ricerca sulla materia prima e dalla voglia di alzare ancora una volta l’asticella.
«Finalmente ho inserito il tartufo».
Simone Taglienti lo dice con la soddisfazione di chi questa decisione l’ha studiata a lungo. Da Luppolo & Farina, a Isola del Liri, il tartufo arriva in menu attraverso tre pizze molto diverse tra loro: Rinascimento umbro, La Pregiata e Mare e Monti.
nuove pizze al tartufo da Luppolo & Farina
Tre ricette che raccontano bene il lavoro di Simone, maestro dell’arte bianca capace di rinnovare continuamente la propria proposta senza rincorrere gusti costruiti soltanto per stupire. Ogni nuovo inserimento parte dagli ingredienti, dalle loro caratteristiche e dagli abbinamenti possibili. Poi arrivano le prove, gli equilibri, le correzioni. Soltanto alla fine la pizza entra davvero in carta.
Rinascimento umbro, l’omaggio a una terra
La prima delle tre nuove proposte nasce come un tributo all’Umbria e ad alcuni dei suoi prodotti più riconoscibili.
Per Rinascimento umbro, Simone utilizza il tartufo nero pregiato di Norcia e la cipolla rossa di Cannara. Della cipolla recupera anche la buccia, che viene cotta ed essiccata prima di essere inserita nella preparazione.
Una scelta che aggiunge sapore, consistenza e un dettaglio interessante sul piano nutrizionale, grazie alla presenza della quercetina. Ma soprattutto dimostra l’attenzione con cui ogni parte dell’ingrediente viene osservata, lavorata e trasformata.
Il tartufo conserva il ruolo principale, mentre la dolcezza della cipolla accompagna la pizza senza coprirne il profumo. Il risultato è una proposta legata al territorio umbro, interpretata con la tecnica e la sensibilità maturate da Simone negli anni.
La Pregiata, tra Bassiano e Sicilia
Più ricca e golosa è La Pregiata, costruita intorno al contrasto tra sapidità, tostatura e intensità aromatica.
Sulla pizza troviamo il prosciutto di Bassiano, il pesto di nocciole siciliane, la granella di nocciole tartufata e il tartufo.
Il prosciutto porta una nota decisa, le nocciole aggiungono morbidezza e croccantezza, mentre il tartufo lega i diversi elementi. Simone lavora sulle proporzioni affinché ogni ingrediente rimanga riconoscibile, senza trasformare la pizza in una semplice somma di prodotti pregiati.
Il nome racconta già l’idea: una pizza importante, pensata per chi cerca sapori pieni e una maggiore complessità.
Mare e Monti, la sfida più sorprendente
La vera novità del mese di agosto è però Mare e Monti.
Dal nome sarebbe difficile immaginare immediatamente l’incontro con il tartufo. Eppure è proprio qui che emerge la capacità di Simone Taglienti di interpretare la materia prima e di costruire abbinamenti meno prevedibili.
«Non è una pizza per tutti», ammette.
In questa proposta il tartufo incontra un salume di mare e un formaggio erborinato. Ingredienti dal carattere forte, che richiedono misura e precisione. La parte marina porta sapidità e profondità, l’erborinato aggiunge cremosità e persistenza, mentre il tartufo completa l’abbinamento con il suo profilo aromatico.
È una pizza destinata a dividere, incuriosire e far discutere. Ed è probabilmente proprio questo il suo punto di forza. Simone non cerca una scelta rassicurante: propone un gusto personale, riconoscibile, pensato per chi ama lasciarsi sorprendere.
La ricerca continua di Luppolo & Farina
Le tre pizze sono già disponibili nel menu di Luppolo & Farina e raccontano ancora una volta la costanza con cui Simone Taglienti continua a studiare nuovi impasti, ingredienti e combinazioni.
È questa ricerca continua ad aver reso la sua pizzeria una delle più conosciute e frequentate della provincia di Frosinone, capace di richiamare clienti anche da fuori territorio. Chi torna sa che accanto alle pizze più amate potrà trovare sempre una nuova idea da assaggiare.
Rinascimento umbro, La Pregiata e Mare e Monti rappresentano tre modi differenti di avvicinarsi al tartufo: il legame con una regione, la ricchezza degli ingredienti e la voglia di sperimentare.
Del resto, Simone lo ripete da tempo:
«Il buono è buono. Ma il meglio è meglio».






