Impastate farina, acqua e sale fino a ottenere un panetto consistente. Lasciatelo riposare per 30 minuti, quindi stendete la sfoglia non troppo sottile e tagliatela in strisce irregolari.
Rosolate lentamente il guanciale senza aggiungere grassi. Quando sarà dorato, tenetene una parte da parte.
Nel fondo di cottura fate insaporire l’aglio e unite i cannellini. Frullatene circa la metà con poca acqua calda e un filo d’olio, poi rimettete la crema in padella con quelli interi.
Cuocete le sagne, scolatele al dente e saltatele nel condimento con poca acqua di cottura.
Il Gran Cacio arriva alla fine
Spegnete il fuoco e aggiungete una parte del Gran Cacio di Morolo grattugiato finemente.
Mescolate delicatamente con uno o due cucchiai di acqua di cottura: il formaggio dovrà fondersi nella crema e diventare appena filante, senza trasformarsi in una copertura pesante.
Impiattate completando con qualche scaglia sottile di Gran Cacio e il guanciale croccante tenuto da parte.
Il risultato deve conservare ogni ingrediente ben riconoscibile: la ruvidità delle sagne, la dolcezza dei cannellini, il fumo del Gran Cacio e quella parte sapida e croccante del guanciale che arriva alla fine.
Tre luoghi, quattro ingredienti essenziali e una sola idea: portare la Ciociaria nel piatto senza aggiungere nulla che non abbia davvero qualcosa da raccontare.
Ruvidità, cremosità, fumo e sapidità: quattro elementi che portano nello stesso piatto Fumone, Atina, Morolo e Patrica.
Ruvidità, cremosità, fumo e sapidità: quattro elementi che portano nello stesso piatto Fumone, Atina, Morolo e Patrica.