La differenza sta nelle uova: all’interno tagliate nel primo, sopra — esterne — con una croce di pasta nel secondo…
Sì, una croce. Che riporta a un simbolo religioso, cristiano.
In entrambi i casi questa ciambella ha origini antichissime: si parla dei Greci ma anche dei Romani, menzionando le Sacerdotesse di Cerere, dedite alla preparazione di una simil focaccia farcita di ogni bene, quando arrivava la Primavera. Una ricetta tramandata nei secoli fino ai nostri tempi...
Nella tradizione familiare, il Casatiello — come racconta mia suocera Maria, napoletana doc di 91 anni — nella sua famiglia veniva fatto sin dai tempi antecedenti ai suoi ricordi…
Sua nonna prima, sua mamma poi, si sono tramandate la ricetta che lei stessa ha poi trasmesso a me.
Racconta di un forno a legna in giardino, dove la domenica si faceva il pane, e nel periodo pre-pasquale sua mamma cuoceva Casatielli per ogni familiare, in segno di dono e augurio.
La consegna di questa ricetta è per me un grande regalo, un’eredità d’amore da custodire nel mio quadernino.
Non ho toccato quasi nulla, se non adattare le quantità al mio “ruoto” — così si chiama il contenitore di alluminio dove deve esser cotto il Casatiello.
Nelle foto vedete un Tortano.
Buona Pasqua a voi tutti.
Variante Casatiello
Per trasformare il Tortano in Casatiello, adagiate sopra 3–4 uova crude con il guscio e bloccatele con striscioline di impasto, formando una croce. Il cuore resta lo stesso, ma l’effetto visivo sarà ancora più pasquale.