Questo piatto viene dalla cucina povera della Ciociaria, da quando il pane di ieri diventava il pranzo di oggi, e le verdure dell'orto facevano il resto. La sorpresa è nel dettaglio che cambia tutto: mangiatela tiepida. Non calda. Tiepida. Ed è un piatto estivo.
Note dello chef
Il segreto non è nella tecnica. È nell'attesa. Questa zuppa non si mangia appena fatta: ha bisogno di riposare, di assestarsi. Il pane assorbe, le verdure cedono, i sapori si mescolano. Servitela tiepida, d'estate, magari la sera quando il caldo si abbassa un po'. È un piatto povero che non ha fretta.