In questa Lettera dell’Editore, partendo da “Generale” di De Gregori, riflettiamo su un Natale diverso, attraversato da tensioni e parole che credevamo dimenticate. Una generazione cresciuta nella pace osserva un mondo che torna a parlare di armi, confini e riarmo. Un invito diretto a fermarsi, a ritrovare il senso vero della pace e della normalità che davamo per scontata.
Un editoriale diretto sul referendum, il quorum, il voto e la cittadinanza: chi diserta la democrazia non la merita. E non tutti dovrebbero avere il passaporto.
Dopo aver visto un video di bambini a Gaza che cantano Bella ciao, l’editoriale cambia direzione: una riflessione toccante sulla guerra, sull’ipocrisia del mondo e sul diritto all’infanzia e alla pace.