Ciociaria&Cucina giugno 2026
Ciociaria&Cucina giugno 2026: il nuovo numero del magazine
Giugno cambia l’aria. Lo sai anche tu, lo senti — le giornate si allungano, la tavola si sposta, i luoghi tornano a chiamare. Non con urgenza. Con calma. Con quella voce bassa che dice: vieni, c’è tempo.
Da lì siamo partiti per costruire questo numero. E credo che si veda.
La copertina va dritta al cuore: il Bio Agriturismo Velocci. Non è una scelta d’immagine. È una scelta di campo. Terra vera, tavola vera, lavoro vero. È questo il tono che abbiamo voluto per giugno — e il magazine lo mantiene pagina dopo pagina, senza cedere alla decorazione, senza imbellettare nulla. La Ciociaria che trovi qui dentro la abiti, non la guardi da fuori.
Tra i momenti che mi hanno dato più soddisfazione ci sono le due ricette di Giorgio Alessio Bracaglia dalla Locanda del Certosino. I fagottelli ripieni di ricotta ed erbe di montagna hanno quella qualità rara: ti dicono da dove vengono. E il limone fermentato — ingrediente vivo, tecnico, quasi sorprendente — ti ricorda che la tradizione, quando è in mano giusta, non ha paura di spingersi avanti. Poi arrivano Fausto Ferrante, Cristina Todaro e Ala Balabyshkina. Tre firme, tre sguardi diversi, una stessa capacità di mettere insieme tecnica e identità senza che l’una schiacci l’altra.
C’è una tappa però che ti chiedo di non saltare: Monte San Giovanni Campano. La Cartolina di questo mese lo racconta come si merita — un borgo che non si concede subito, che va salito con calma, che non si esaurisce in una foto. È uno di quei pezzi che ti fanno venire voglia di partire e che ti tengono sulla pagina un minuto in più. Per noi, è esattamente lì che sta la riuscita di un pezzo.
Il resto del numero è quello che conosci e che ci tiene riconoscibili: Stefania Corvi con Geografia del corpo, Alessia Mirone con Il vino sottovoce, e poi Botanico Sociale, Antonio Colasanti, Alessia Feola, Marco Sargentini, Marie Joveneau, Biancamaria Valeri, le aziende, le eccellenze. C’è molto, ma niente si disperde. C’è una linea che tiene tutto insieme, e si sente.
Giugno, in fondo, è il mese che finge di essere semplice. Ma se lo ascolti bene, ha un passo preciso, una luce tutta sua. Questo numero gli dà forma. Lo rende leggibile, concreto, bello da attraversare.
Vale la pena seguirlo. Pagina per pagina.