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Percorsi naturalistici e Trekking – La Val Canneto

Pubblicato da info@ciociariaecucina.it sopra 7 Maggio 2020
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Natura in cammino – Alla scoperta dei tesori naturalistici del Lazio

a cura di Giovanni Castellucci Guida Ambientale Escursionistica
Cascata dello Schioppaturo

La Val Canneto

E’ nel cuore verde della Val Comino, solcata dalle acque limpide e fresche del fiume Melfa, si apre la Val Canneto, caposaldo di natura incontaminata del versante laziale del Parco Nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise (P.N.A.L.M.), antica via di scambio tra le terre Ciociare e quelle dell’Alto Sangro.

Partenza

L’itinerario è raggiungibile dal paese di Settefrati, che rappresenta prevalentemente il comune di competenza del territorio in questione. Seguendo la strada provinciale per circa 9 km che dal centro storico porta al Santuario della Madonna di Canneto (1021 m s.l.m.), luogo di culto da dove si diparte il nostro percorso.

Il sentiero CAI da seguire è l’F2. Segnalato ed ufficializzato dall’Ente Parco, lasciamo alle spalle il santuario e seguendo una sterrata, ci inoltriamo lungo il sentiero boscato.

Il suono dello scorrere veloce dell’acqua fa da sottofondo al nostro lento fluire, assorti nell’equilibrio dinamico della natura, tra boschi di faggio e panoramiche vedute.

Diversi salti d’acqua e cascatelle si susseguono lungo il tracciato. Una delle manifestazioni più vistose e degna di nota, è senz’altro la Cascata dello Schioppaturo a 1200 m di altezza. Famosa anche per la visita “meditativa” di Papa Giovanni Paolo II nel 1985.

Si segue pian piano, il sentiero, fino ad affacciarsi sulle spettacolari marmitte fluviali. Formate dall’azione erosiva del corso d’acqua special modo in prossimità delle cascate. Evitiamo di lasciare il sentiero principale pur entrando nel letto del torrente. La particolare vocazione ad ospitare parte del ciclo biologico di diversi importanti anfibi ed invertebrati tipici dell’ambiente lotico delle forre appenniniche.

Fonte Cimentara – Marmitta fluviale

Camminare in punta di piedi e rispettare l’ambiente circostante. E’ l’approccio con cui ci si può sentir parte integrante del sistema, contribuiendo alla conservazione nel tempo di tali habitat.

Dopo una serie di tornanti si apre una radura all’ombra dei faggi. Sul margine sinistro del bosco è situato il Rifugio dell’Acquanera a quota 1320 m s.l.m. con la limitrofa fonte omonima.

Rifugio dell’Acquanera

Una sosta è doverosa per assorbire il paesaggio. con lo sguardo rivolto alle propaggini dei rilievi più significativi (oltre i 2000 m s.l.m.) dell’area di Riserva Integrale del Massiccio dei Monti della Meta del P.N.A.L.M. (M.Petroso, M.Altare, M.Tartaro, M.Meta).

Propaggini del Massiccio dei Monti della Meta

Questi luoghi ospitano la maggior parte dei mammiferi simbolo del Parco Nazionale D’Abruzzo, Lazio e Molise (Camoscio appenninico, Orso bruno Marsicano, Lupo appenninico, Cervo, Capriolo ecc.), numerosi uccelli, tra cui “la Regina dei cieli” (L’Aquila reale). immense ed antiche foreste di Faggio, corsi d’acqua gelidi e puri, praterie montane, che costituiscono nell’insieme una fitta e delicata rete di vita selvatica.

Casone Bartolomucci

Prima del ritorno a valle percorriamo un ultimo piccolo tratto del Sentiero CAI – F2, fino ad arrivare alla radura del Casone Bartolomucci. Antico casale circondato da boschi, utilizzato da una famiglia di proprietari terrieri, al cospetto delle pareti rocciose che culminano con il M.Petroso (2249 m).  

Difficoltà: E (Escursionistico) Dislivello: 300 m Durata: 3 – 4 h circa Distanza a/r: 10 km circa

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