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Pontecorvo : Una storia millenaria

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a cura di Dario Zompi

 

Pontecorvo è senz’altro uno dei paesi più antichi per storia e più estesi per superficie del territorio ciociaro; eppure, incredibilmente, sappiamo molto poco del suo passato e, forse per distrazione, ignoriamo la numerosa presenza di monumenti in grado di narrarlo. Coscienti di ciò, immergiamoci per un momento in quel di ieri,  per nuotare fino ai giorni nostri, scoprendo Pontecorvo.

Le voci sulla nascita della cittadina sono state per moltissimo tempo sussurrate dalla tradizione popolare, secondo la quale essa sarebbe nata dalle rovine di Fregellae, antica città distrutta dai romani nel 125 a.C. Oggi sappiamo che non è così; infatti tutto ebbe inizio all’incirca dopo la metà del IX secolo (si è incerti sulla data precisa: alcune fonti documentano l’anno 866, altre l’872) quando un certo Rodoaldo, già gastaldo di Aquino e vassallo del Conte di Capua, nutrendo desiderio di indipendenza, considerò adatto ai suoi interessi lo spazio situato nei pressi del Fiume Liri, costruendovi un castello che battezzò  “Ponte Curvo”, dalla forma del ponte che tagliava il letto del fiume.

Dalla lontana età dei feudi ai giorni nostri, dunque, Pontecorvo ne ha vista di acqua passare sotto il suo ponte, come possono dimostrare i monumenti che ci accingiamo a scoprire.

Fa sorridere pensare che una delle più antiche costruzioni presenti nella cittadina venga udita tutte le domeniche dai suoi abitanti e che molti di essi non conoscano la sua origine. Infatti, la torre campanaria della Cattedrale di San Bartolomeo nasce nel IX secolo e, inizialmente, ricopriva il ruolo di mastio del castello di Rodoaldo. Solo nell’XI secolo, quando l’edificio del nobile fu convertito in quello che oggi è il principale luogo di riferimento per i fedeli pontecorvesi, allora mutò in campanile. Un altro sito storico (sicuramente ignorato da molti) è la Chiesa di San Giovannello, edificata nel rione San Nicola, avente la peculiarità di essere l’unica chiesa medievale ad aver resistito ai bombardamenti del secondo conflitto mondiale. Oggi l’edificio religioso nato nel 1200 è in stato di completo abbandono. Infine, sembra quasi pleonastico dover citare quello che è chiaramente il simbolo della Pontecorvesità, ossia il Ponte che congiunge le due sponde del Liri, che inoltre si afferma come costruzione più antica della città, risalente al periodo romano.

In aggiunta agli edifici storici succitati, possiamo nominare le Mura Longobarde, ossia i resti della cinta muraria del castello di Rodoaldo; oppure i due portali di Pontecorvo: la Porta Romana (purtroppo in macerie)  e la Porta di S. Stefano, nella zona occidentale del paese.

Purtroppo l’amministrazione locale sembra essere poco interessata a incentivare i suoi averi ed è per questo che le informazioni specifiche sui rispettivi resti storici sono scarse e a volte nulle. E’ evidentemente un peccato che una cittadina ricca di storia come Pontecorvo debba vivere perpetuamente nell’ombra, a causa della negligenza e della pigrizia morale dei suoi stessi governanti. Congediamoci, dunque, con l’augurio che un giorno alla storia locale verrà dato il giusto peso, in modo tale da suscitare la curiosità e arricchire le conoscenze soprattutto dei giovani e delle generazioni che verranno.

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