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Alatri

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Posta nel cuore della Ciociaria, Alatri si presenta come una delle città d’arte più belle e nobili del Lazio meridionale. Un fascino che le è dato soprattutto dalla mirabile convivenza degli elementi monumentali arcaici e di quelli risalenti alle epoche successive, in particolare al Medioevo. Ma Alatri è universalmente conosciuta come la “Città dei Ciclopi” per l’eccezionale stato di conservazione di uno dei maggiori esempi di architettura antica in Italia, vale a dire l’Acropoli della Civita, a cui dà sempre sono legati misteri e leggende.

Questa Acropoli, insieme alla cinta che circonda l’intero centro storico, costituiscono il maggiore complesso di mura ciclopiche del Lazio. Alatri conserva qualche altro resto romano, ma soprattutto è famosa per diversi pregevoli edifici medioevali .

L’Acropoli di Alatri, nota localmente come Civita, è posta nel cuore del centro storico di Alatri, sulla cima del colle su cui sorge la città, a 502 m s.l.m. La rocca è cinta da mura in opera poligonale, dette mura ciclopiche, nelle quali si aprono due porte. La Porta Maggiore, sita sul lato meridionale delle mura, è alta 4,5 metri e larga 2,68 e presenta un architrave monolitico di sorprendenti dimensioni (4,0×5,13×1,3 m, peso stimato di 27 tonnellate), secondo in Europa soltanto alla Porta dei Leoni di Micene. La Porta Minore o Porta dei Falli, collocata sul lato settentrionale è molto più piccola (m 2,12×1,16) ed immette in un angusto corridoio ascendente, perfettamente conservato, coperto con monoliti in progressivo aggetto: un sistema di copertura che trova riscontro solo nell’interno della piramide di Manfi.

La chiesa di San Francesco venne costruita tra la seconda metà del XIII secolo e la prima metà del XIV da una comunità di frati francescani. Situata tra la piazza Santa Maria Maggiore e porta San Francesco, si caratterizza per una struttura compatta, in stile gotico; la facciata presenta un unico portale archiacuto è un rosone a colonnine radiali che si è mantenuto inalterato dalla sua costruzione, e che nel centro riproduce il motivo del rosone di Santa Maria Maggiore. L’interno, in un’unica navata, venne ristrutturato in epoca barocca e conserva una nota Deposizione di scuola napoletana del Seicento. Vi sono anche degli affreschi quattrocenteschi, in parte rovinati.

Concattedrale di San Paolo

Sorge sulla sommità dell’Acropoli, al di sopra di un antico ierone con l’attiguo Vescovado. La basilica concattedrale di San Paolo apostolo è il duomo di Alatri. Entrambi gli edifici, si presentano attualmente con le forme assunte nel corso del XVIII secolo, in seguito a consistenti ristrutturazioni che culminarono con la costruzione di una nuova fronte affidata al progetto dell’architetto Jacopo Subleyras. L’interno conserva preziosi reperti cosmateschi del 1222.

Chiesa Santa Maria Maggiore

Sulla rettangolare piazza Santa Maria Maggiore, o del Campo, posta sull’area dell’antico foro romano, vi si affaccia la chiesa di S.Maria Maggiore, uno tra i più antichi e importanti monumenti religiosi della città alatrense, eretta sui ruderi di un preesistente tempio pagano, verso la metà del V secolo. Più volte ampliata e abbellita in epoca romanica, la chiesa deve l’attuale aspetto alle radicali trasformazioni compiute nella prima metà del XIII secolo ad opera di maestranze borgognone, che innestarono sull’antico corpo di fabbrica i principali caratteri dell’architettura gotica d’oltralpe. Questi appaiono con particolare evidenza nel nitido disegno della facciata monocuspidata, con le tre porte di accesso a l’originalissimo traforo del rosone, riccamente decorato attraverso il costante ricorso al motivo trilobo.

Protocenobio di San Sebastiano

Edificato agli inizi del VI secolo per volontà del patrizio romano Liberio, ospitò nel 528 Benedetto da Norcia durante il viaggio che lo condusse da Subiaco a Montecassino. Ristrutturato completamente ed ampliato nella prima metà dell’XIII secolo. La comunità cenobitica maschile lo abitò fino al 1233, quando, assottigliatasi fin quasi alla sparizione, venne sostituita dalle suore dell’ordine di Santa Chiara, che qui rimasero per circa due secoli. Posto tra rigogliosi e secolari uliveti, sperduto nella campagna alatrense, è un luogo di grande fascino e presenta ancora oggi la suggestiva articolazione architettonica medioevale. Affrancato nel 1908, appartiene attualmente a più proprietari privati. Tra gli ambienti più suggestivi, la piccola e semplice chiesa che custodisce una mirabile decorazione pittorica del XIII secolo.

La Cucina

La cucina popolare alatrese è caratterizzata da un forte legame con l’agricoltura di sussistenza, che sempre ha prevalso nella regione: non vi è quindi una netta tradizione legata ad animali di grossa taglia, né tanto meno al pesce.

L’elemento centrale è quello cerealicolo, con ottime elaborazioni di pasta (per lo più all’uovo), pane e dolci secchi.

La carne più consumata è quella bianca, con pollami e conigli, anche se la regina della tavola resta sempre di origine ovina, sia essa carne, che latte e derivati. Frutti e verdure sono quelli tipici dell’Italia centrale; famosi nella zona sono i broccoletti di Alatri, il cui consumo sembrerebbe legato all’alta incidenza, in passato, di gozzo, endogeno nella popolazione locale.

Di notevole qualità sono gli oli d’oliva locali: l’Olio Quattrociocchi, del Frantoio Quattrociocchi Amerigo di Alatri, è considerato il miglior olio al mondo, vera eccellenza ciociara.

Lo stesso vale per la ristorazione, ormai non più incentrata sulla cucina popolare, ma basata su chef di esperienza, dove i loro piatti sono ormai di altissima gastronomia.

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